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torno giusto oggi dalla montagna, giusto il tempo di aprire il mio reader e via Marcello scopro che l'ineffabile ministrone Di Pietro si dichiara favorevole agli inceneritori.
La posizione (un pochino antistorica) potrebbe persino essere legittima, se non fosse che il nostro dichiaro':
"Gli inceneritori, o termovalorizzatori, sono finanziati in Italia con soldi pubblici in quanto equiparati alle energie rinnovabili.
Senza i contributi pubblici gli inceneritori non potrebbero esistere. Meritano questo investimento? La risposta che mi sono dato è del tutto negativa. La costruzione degli inceneritori nasce da due fattori: scarsa informazione e comportamento sociale sbagliato."
E una serie di ulteriori e condivisibilissime osservazioni qui.
Ovviamente si puo' cambiare idea, e la situazione in campania e' effettivamente drammatica. Ma il nostro ministro non ha fatto una virata forse un pochino brusca? Soprattutto visto che soloun paio di anni fa sempre dal suo blog diceva:
"Per queste ragioni, l’Italia dei Valori si opporrà alla costruzione di nuovi inceneritori, anche con la richiesta dell'abolizione dei finanziamenti fino ad oggi disposti, e proporrà interventi legislativi a favore di una riduzione dei rifiuti all’origine e di sostegno alle aziende impegnate nel settore del riutilizzo dei rifiuti."
Quando si dice la politica rappresentativa... sarebbe carino che non rappresentasse il rumore prodotto dalla stampa, rincorrendo l''ultima emergenza.
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