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...Non è per le merendine. E neppure per la spranga, o il colore della pelle. È l’età. Non si può morire a diciannove anni, non c’è nessuna ragione valida, neppure fossimo in guerra. A diciannove anni sei immortale, uccidere un ragazzo è come sfidare gli dei. Temo il giudizio del cielo su tutti noi, ho paura a concepire cosa siamo diventati...
... Ho pietà per i due uomini in carcere, vittime dell’odio inoculato, giorno dopo giorno sotto la pelle di tutti noi, là dove l’epidermide non ha colore e il sangue è rosso per tutti. Mi auguro che paghino, come è giusto. Ma non crediate che pagheranno anche per noi, non crediamoci immunizzati. Di Abdul, invece, non riesco neppure a parlare, ammutolisco di fronte alla sua gioventù perduta. “Mi sono sentita negra per la prima volta nella mia vita”, ha detto la sorella, in lacrime. Io, a leggere di Abdul, mi sono sentito bianco per la prima volta. Ed ho avuto paura...
Gianni Biondillo su nazione indiana
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