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Maurizio Goetz ne parla da tempo, e in questo caso mi sembra che abbia centrato in pieno il problema:
"Definisco l'ecologia della comunicazione d'impresa, l'insieme delle attività che si pongono come fine, il ripulire i processi di comunicazione, da tutti quei messaggi ridondanti, inutili o dannosi e che in genere non creano valore per tutti i destinatari."
La causa occasionale e' la riflessione sulla grande quantita' di denari spesa per essere presenti durante il superbowl, ma apre un'interessante opzione sulla possibilita' di rivedere il modo con cui raggiungere i propri interlocutori.
La politica e' uno degli ambiti dove maggiormente si vede ancora il metodo push, con una enorme quantita' di informazione scadente mirata alla totalita' del target. Si stanno aprendo nuove possibilita' ed interessanti opzioni. La speranza, per queste ahime imminenti elezioni, e' vedere un po' meno carta e molto piu' social network.
"Se la pubblicità vuole tornare ad essere ascoltata e ricordata, non deve cercare di abbattere le naturali resistenze, i filtri e le barriere, ma deve necessariamente interrogarsi su quali siano le reali determinanti del valore per i diversi pubblici."
Mi associo all'esigenza di far partire da questo concetto la riflessione
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