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Un articolo tratto da A rivista anarchica (e un sito statico quindi ve lo dovete trovare nell'indice). Consiglio la lettura.
[tags] ideologia, paura, controllo[/tags]
mah, a me sembra che la politica della sicurezza arrivi appena i buoi sono scappati. non fa altro che alimentare i giornalisti scarafaggi e lurker dei media, costruendo una spirale difficilmente governabile. C'era Ivan Ilich che parlava di stade che riempite di auto si sono svuotate di persone, chiedendo la polizia (e poi le videocamere e i carabinieri di quartiere). Ho l'impressione che se togliamo una sovrastruttura riduciamo un po' di esigenze e viviamo tutti un po' piu' sereni e sicuri ;-)
Bravo Lele, e bentornato dalle ferie, la questione è certamente di grande attualità per chi studia i fenomeni mediatici, quelli sociali e quelli politici ma, credo l'articolo l'analizzi in maniera parziale. E' forse l'antropologia del cittadino cosiddetto "moderno" che meriterebbe d'essere indagata meglio (le sue aspettative, le sue preoccupazioni, i suoi timori, i suoi valori di riferimento, ecc...) perchè credo sia anche su ciò che s'innesta certa manipolazione mediatica. Benvenga poi l'invito a ritornare nelle strade, nelle piazze a conoscere, conoscersi, osservare, meditare, confrontando tutto ciò con quanto passa la tv ma, ciò detto ritengo una buona politica non possa ignorare il tema della sicurezza, un bene, un diritto in particolare per le fasce più deboli ed esposte. Stammi bene.
Ciao, fabio
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