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Un sacco di tempo fa ho preso una laurea in filosofia,e, confesso, mica avevo capito bene di cosa si trattava.
Ci stava il fatto di studiare dei grandi pensatori e di darsi anche un tono. poi, siccome ero pure studente lavoratore (ai tempi lavoravo proprio in fabbrica) coi professori finiva sempre che si trovava una soluzione, i crediti non c'erano ancora, l'obbligo di frequenza nemmeno, e addirittura si concordavano gli esami.
Da allora sono passati un sacco di anni, una tonnellata di letture le più variegate e, forse, qualche idea più chiara.
Fatto sta che quando mi sono imbattuto in questo "Tunnel delle multe. Ontologia degli oggetti quotidiani" mi sono detto: "è roba per me"
(In parte ho considerato il libro perchè Maurizio Ferraris è l'illuminato autore di "Sans Papier" letto anni fa.)
In questo libro Ferraris (che ho ascoltato dal vivo ed è esattamente quello che sembra, un simpatico filosofo dalla parlantina sciolta con un'attenzione a dei particolari che ai più sfuggono), racconta, soffermandosi su dettagli evidenti ma non ovvi, motissimi oggetti di uso quotidiano, e li ripropone sotto una luce diversa.
Il bancomat, la barba, il barbone. l'hard disk, la carta e le moleskine. Tutte cose che a pensarci bene, sono proprio come ce le racconta, solo che l'ontologia non è una cosa così ovvia.
Una lettura che si fa tutta insieme, oppure a pezzi, oppure si usa come consultazione. Spiraglietti che riportano l'attenzione del viandante frettoloso su alcuni aspetti, peraltro centrali, del vivere quotidiano.
delle Moleskine ci dice:
"se si considera che i Moleskine si trovano dappertutto nel mondo, a a un prezzo, diciamo così "paradossale", visto che è pressapoco quello di un libro. Avevamo il sospetto che gli autori fossero pagati poco. Moleskine è andato oltrem non liha pagati per niente, non li ha nemmeno cercati, si è arricchito vendendo dei libri bianchi"
Technorati Tags: ontologia, filosofia, oggetti quotidiani

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