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sempre sul corsera del 11 agosto "fischi e accuse a Hilary e Obama"
il titolista a sto giro ha preso la sua bella cantonata, oviamente i due sostengono le unioni civili e non il matrimonio, dal momento che sono candidati alla presidenza degli Stati Uniti e non al soglio pontificio. Ma per arrivare a questa ovvia conclusione bisogna fare uno sforzo per non farsi convincere dagli articolisti. Ma insomma. E' certo che un dibattito del genere e' un segno dei tempi, dei tempi che cambiano e di una democrazia che deve tenere conto delle persone. Segnalo che tutto deriva dalla consistente percentuale di votanti omosessuali (si parla del 5/6%). E da un lato c'e' un'ovvia mobilitazione dei politici che fanno dichiarazioni con il bilancino (in funzione delle lobby). E' interessante pero' che esista un gruppo di pressione che naturalmente sostiene i diritti di gay e lesbiche stupidamente e inutilmente vessati per generazioni e' un passo avanti importante che chiude con il pensiero unico del bigottismo religioso e tiene conte delle varie anime che compongono gli stati nazione.
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