
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia License.
www.flickr.com
|
In questi giorni stanno succedendo cose molto importanti. Abbiamo visto la politica dei minimi termini. Quella della compravendita dei voti dei parlamentari. Quella della politica lontana ere dal mondo reale, quella del milionario che continua a comprarsi l'Italia per farsi i fatti suoi con le persone che hanno cambiato schieramento che dicono un sacco di sciocchezze, evidenti sciocchezze degne di equilibrismi e sofismi che sono vuoti di significato.
Stasera, che sono senza famiglia, sono andato con degli amici, nientepopodimenoche alla festa di liberazione a Canneto Pavese (che in realtà non so se si chiama di liberazione o che cosa, fattostà che era roba di comunisti, per intenderci).
E insomma, a parte il vino che sapeva di tappo, posso vantarmi di avere mangiato la polenta (si a polenta) col brasato in agosto (che non so se è da tutti) e devo dire che non era nemmeno male, col brasato.
"Non credo che Camus possa essere iscritto nella categoria dei rompicoglioni, non fosse altro perche', ne' ovvio ne' banale, difficilmente buca al puto di meritarsi il nazionalpopolare appellativo".
Dall' introduzione di Giacopini.
Camus, in tutto il libro chiede,urla, impone di pensare; di non accontentarsi, di cercare di leggere la filigrana del mondo.
I testi (13) coprono un periodo di una decina d'anni (1945, 1956), anni caldi, addirittura roventi, con in atto la ricostruzione post-bellic